Ultramarathon Working Team

 

Ultramartona al femminile

 

Lo sport ha grossi problemi a entrare nell'universo femminile. Lo dimostra ad esempio la prova di ammissione all'accademia di Modena (2003) dove solo 41 donne su 569 sono riuscite a superare i quattro test fra cui il più duro si è rivelato l'ultimo (percorrere un chilometro in 4'30").

La motivazione - È vero che moltissime donne sono a dieta, leggono ogni pagina di fitness delle riviste femminili, vanno in palestra ecc., ma è anche vero che la motivazione non è mai l'efficienza fisica, ma l'apparire belle e desiderabili per l'uomo. Così da una parte troviamo le anoressiche (deboli e magre anziché forti e magre), dall'altro tutte quelle per cui andare in palestra o rinunciare alla brioche è uno sforzo immenso, che vale la pena fare finché non si è trovato l'uomo della propria vita.

Ancora più interessante è capire perché le donne italiane non corrono, ma si limitano a dire: “Vorrei ma non ho tempo”, oppure “ non ci riesco, è troppo difficile/faticoso per me”.
La concezione più comune della corsa al femminile è che le donne corrono per essere più magre, più belle, ovvero è legata a una visione estetica della corsa e non a una visione salutistica.

La quasi totalità delle donne che corrono o si avvicinano alla corsa pensano “corro per essere più in forma ed attraente” e non “corro per stare bene e vivere meglio”. Ma non basta per spiegare il gap che ci separa dai colleghi uomini o dalle donne di altri paesi (come Stati Uniti e Francia). Se le donne sperimentassero in prima persona i benefici della corsa sul fisico, sicuramente sarebbero molto più attratte da questo sport così semplice, economico (basta un paio di scarpe, magliette e pantaloncini) e facile da praticare.
 
L’obiettivo del TEAM è quello di diffondere la cultura di una pratica sana ed efficace della corsa, conciliandola con l’alimentazione e la psicologia per un benessere totale della persona.
  • Correndo si raffora l’apparato scheletrico: l’azione della corsa che contrasta la forza di gravità ha un effetto rimodellante sulle ossa, che diventano più forti. L’osteoporosi è una malattia invalidante che colpisce quasi esclusivamente le donne anziane (e che risparmia invece gli uomini), e fa capire come correre sia un investimento non solo sulla salute attuale, ma anche di quella futura.
  • Correndo regolarmente si equilibra l’assetto ormonale, per esempio diminuendo un’eccessiva produzione di estrogeni, legata al rischio di contrarre alcune forme di tumori, come quello al seno.
  • Correndo si riducono molti problemi tipicamente femminili, legati a un ciclo troppo abbondante (e penalizzante) o alle modifiche ormonali della menopausa.
  • Correndo si controlla più facilmente il peso: dimagrire e mantenere il peso forma è molto più facile rispetto a chi pratica altri sport o va in palestra, perché il dispendio calorico della corsa è mediamente più alto, rispetto ad altri sport, a parità di tempo che potete dedicarvi.

 

L'ultramaratona e la corsa in generale pongono su un piano assai differente sia le motivazioni, che la ricerca dell'obiettivo. Non ci sono scorciatoie, non si fanno sconti, non si può inventare nulla. L'allenamento così come l'alimentazione diventano uno stile di vita e non una vita di facciata. Solo se si abbandona il concetto dell'apparire e si cerca di penetrare nel profondo quello dell'essere, si può pensare di migliorare la propria condizione al punto tale da percorre senza problemi centinaia di chilometri. La gratificazione risiede nel fatto di constatare sulla propria pelle, quanto sia meraviglioso l'organismo umano, duttile più di ogni altro al cambiamento e quanto sia importante capire che ciò dipende solo dalla nostra voglia di farlo.

In tal senso risulta fondamentale applicare una metodologia di lavoro (piani di allenamento, piani alimentari, d'integrazione) che abbia uno specifico riferimento all'organismo femminile. Adattamenti fisiologici, strutturali e alimentari differiscono nel campo femminile nettamente da quelli maschili. L'esperienza maturata da Monica Barchetti, azzurra di ultramaratona dal 2007, ha portato a risultati eccelsi.

Inoltre il rapporto tra mente e fisico studiato nel corso di questi anni, in relazione agli sport di endurance, ha riscontrato una forte componente di resistenza al femminile. Ottimizzarla è l'obiettivo del TEAM, guidato nello specifico da Monica Barchetti.
 

Foto usata sotto licenza Creative Commons da James Whitesmith  © 2010 Tutti i diritti riservati.

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